top of page

SUDAFRICA NEL CUORE - INIZIA IL VIAGGIO -

  • Immagine del redattore: Chiara Pasi
    Chiara Pasi
  • 31 dic 2024
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 24 gen 2025

tramonto sudafricano

Il Sudafrica è un paese dalla biodiversità straordinaria, dove ecosistemi unici si susseguono, offrendo spettacoli naturali di rara bellezza. Ogni riserva visitata ci regala un'esperienza indimenticabile, facendoci immergere in mondi naturali ricchi di sfumature e contrasti.

Atterrati a Johannesburg, recuperiamo le nostre due auto a noleggio e dopo avere verificato lo stato dei mezzi (in particolare le gomme di scorta) e fatto il book fotografico, sempre utile in caso di contestazioni sulla carrozzeria, ci spostiamo verso est per iniziare la nostra avventura.

Dal finestrino scorgiamo boschi di conifere che si susseguono rapidamente, gli alti alberi paiono strettissimi e rassomigliano a tante corde di uno strumento musicale. Il panorama sembra tutto tranne che sudafricano, quasi fossimo in una pellicola austriaco-tedesca.


Blyde River Canyon: un canyon scolpito dal tempo


Nato dalle convulsioni geologiche che hanno plasmato il nostro pianeta, il Blyde River Canyon è un incantevole monumento naturale. Milioni di anni fa, la scissione dell'antico supercontinente Gondwana ha dato origine alla scarpata del Drakensberg. Con il passare del tempo, l'erosione e i movimenti tettonici hanno scolpito nella roccia questa maestosa cattedrale naturale, unendo la forza inesorabile della natura alla delicatezza di un'opera d'arte.

Il nome "Blyde River" significa "fiume della gioia" ed è legato a una storia di esploratori olandesi che, dopo un lungo viaggio, trovarono rifugio e ristoro lungo le sue rive. Un nome che evoca un senso di pace e serenità, perfettamente in sintonia con l'atmosfera di questo luogo magico.


E’ situato nella provincia di Mpumalanga. L'ecosistema del canyon è caratterizzato da una vegetazione lussureggiante, con numerose specie endemiche di piante, tra cui felci arboree, protee e aloes. Le protee sono considerate il fiore nazionale del Sudafrica. Sono piante arbustive o rampicanti, con foglie coriacee e fiori molto particolari, spesso grandi e colorati, che possono variare dal rosso al rosa, dal bianco al viola. La forma dei fiori è molto complessa e varia a seconda della specie. Le protee sono piante mellifere, molto importanti per l'impollinazione, e sono spesso visitate da uccelli e insetti. Gli aloes sono piante succulente molto conosciute per le loro proprietà medicinali. Hanno foglie carnose e carnose, spesso disposte a rosetta, e fiori tubolari, generalmente di colore rosso o giallo. Gli aloes sono in grado di immagazzinare acqua nelle loro foglie, permettendogli di sopravvivere in ambienti aridi.

Prima che l'uomo lasciasse la sua impronta, il canyon era un rifugio per innumerevoli generazioni di popoli indigeni. Le sue fertili terre e le abbondanti risorse idriche offrivano tutto il necessario per la sopravvivenza. Oggi, protetto all'interno della Riserva Naturale del Blyde River Canyon, questo angolo di paradiso continua a ospitare una straordinaria biodiversità.

La vegetazione lussureggiante e l’aridità delle rocce creano un gioco di colori e forme originale e mai ripetitivo.

Il sole come un pennello dorato, il canyon come un abisso verde smeraldo, un'incisione profonda nella crosta terrestre, le pareti rocciose, striate di ocra e rosso, come sentinelle millenarie che custodivano i segreti della terra… questo quadro venduto all’asta avrebbe fatto faville!


Un viaggio attraverso il tempo


Three Rondavels

Percorrere la Panorama Route è come compiere un viaggio nel tempo. Ogni curva rivela un nuovo panorama, un nuovo spettacolo della natura. Le Three Rondavels, tre torri di roccia che ricordano le capanne tradizionali zulu, sono un'icona del canyon. Si tratta di tre torri di roccia dolomitica così chiamate perché assomigliano molto alle rondavels, le capanne tradizionali che si vedono spesso in Sudafrica. I nomi delle tre formazioni geologiche si riferiscono alle tre fastidiose mogli del capo tribù Maripi.



Bourke's Luck Potholes, con le sue pozze (enormi buche a forma di scodella) scavate nella roccia dal fiume, è un'opera d'arte naturale unica. Suggestivo il contrasto tra la formazione granitica di quarzo con la sua roccia sedimentaria e la base del canyon.



E poi c'è God's Window, un punto panoramico che offre una vista a perdita d'occhio sul Lowveld.



La Pinnacle Rock è una massiccia roccia di quarzite che erompe dalla superficie terrestre e raggiunge i 30 metri di altezza.

 


Kruger National Park: la savana africana in tutto il suo splendore


Non attendiamo molto prima di visitare il Kruger National Park, uno dei parchi nazionali più famosi al mondo. Si tratta di un'immensa savana che ospita una straordinaria varietà di animali. La vegetazione è dominata da acacie, erbe alte e alberi di mopane. La fauna è estremamente ricca: oltre ai "Big Five" (leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo), si possono avvistare giraffe, zebre, iene, sciacalli e una miriade di uccelli. Il clima del Kruger è tropicale, con estati calde e umide e inverni secchi e miti.


L’ingresso da Phalaborwa ci regala subito un’istantanea dei suoi abitanti: dapprima un leopardo, agile e silenzioso, e a qualche metro di distanza alcune leonesse ci attraversano la strada. Dalla nostra auto esultiamo emozionati: come inizio non è per niente male!

Riusciamo ad avvistare veramente molti animali, facciamo indigestione di branchi himpala, springbok, gnu, zebre, elefanti, intravediamo anche ippopotami a mollo e coccodrilli.

Apprendiamo qualche curiosità, ad esempio che gli himpala sono solitari e monogami per la vita, inoltre hanno tre cavità a livello di apparato digerente. La prima immagazzina, la seconda estrae le sostanze nutritive e le proteine la terza assimila le altre proprietà e smaltisce.

Le giraffe femmine hanno una fronte spigolosa, i maschi più tondata. Il loro cuore è molto grosso per essere in grado di pompare sangue fino al cervello, molto ‘lontano’ dal torace. Le zebre hanno le terga marroni e spesso si forma dell’aria nella pancia che devono evacuare girando in tondo quando camminano…

Siamo in un grande documentario naturale, ci improvvisiamo Piero Angela della situazione interpretando le dinamiche comportamentali tra le specie che si rivelano estremamente interessanti e dispiegano nella loro autenticità le veri leggi della natura.

Per esempio, ricordo ancora lo svolgimento di una scena intorno a una grande pozza d'acqua. Elefanti, con le loro imponenti zanne, si aggirano bevendo, mentre zebre striate in branchi, si tengono a distanza di sicurezza, minacciate da uno dei più grossi elefanti maschi del gruppo.

In un altro frangente, un’antilope maschio, circondato da un harem di femmine, osserva la scena circostante con aria di sfida.

Elefanti Kruger

Intorno a una pozza, ippopotami massicci si immergono nelle acque fresche, tenendo d'occhio i coccodrilli che giacciono in agguato.


Dirigendoci verso Mopani, assaporiamo un safari serale: un tramonto spettacolare colora il cielo di sfumature di rosso, arancione e viola. Un elefante solitario, silenzioso, si staglia contro il cielo, circondato da uno stormo di uccelli.

La pelle della terra, con le sue sfumature di rosso, ocra e verde, è come un tappeto su cui si svolge la vita di innumerevoli creature.

Gli alberi di mopani, con le loro foglie a forma di farfalla, si allungano sulla terra rossa. Bruchi pelosi si nutrono avidamente delle foglie, preparando la loro metamorfosi.

Iene maculate, gli spazzini della savana, giacciono accucciate, apparentemente indifferenti al caos intorno a loro. Abituate alla presenza umana, sembra abbiano imparato a convivere con i veicoli dei ranger e a raccogliere gli avanzi lasciati dai predatori.

La luna illumina la savana, creando riflessi scintillanti sull'acqua. Le stelle brillano nel cielo notturno: la Croce del Sud, la costellazione dello Scorpione e un puntino di una luce accecante, Venere, sono le sentinelle luminose di questa immensa distesa selvaggia.


Sulla strada da Satara a Pretoriuskop notiamo un capannello di auto appostate ai bordi della strada e ci fermiamo sicuri che assisteremo a qualcosa di affascinante. E infatti, ci appostiamo come tutti gli altri visitatori ai bordi della strada, e, binocolo in mano, con un breve giro di perlustrazione, eccolo lì: un leone sdraiato col muso svettante a guardare il panorama… non si nota subito perché per mimesi il suo colore giallo paglierino si confonde con gli arbusti della macchia circostante.

Accanto notiamo che c’è un’altra macchia di colore: probabilmente una preda, o ciò che ne rimane. Mentre assaporiamo la silhouette del maestoso animale, ecco che però quella presunta preda inizia a muoversi, e poi si solleva in tutta la sua imponenza. Un altro leone altrettanto se non ancora più maestoso si alza, catalizzando tutta l’attenzione col suo corpo scultoreo. Che splendore!

Leoni Kruger

Ma lo spettacolo non è ancora finito: a qualche metro di distanza, vicino al ciglio della strada, un bufalo disossato giace inerme. Il muso intatto e lo scheletro del corpo ci fanno pensare a delle diapositive di caccia scattate probabilmente il giorno prima. A una decina di metri di distanza, una iena accucciata osserva intensamente il bufalo; accanto, un grosso albero con un avvoltoio che vola in cerchio sopra la chioma.

E’ davvero interessante riconoscere le leggi della catena alimentare della savana: le leonesse cacciano, i leoni sono i primi che mangiano (quindi solo carne fresca), poi seguono gli altri animali, come le leonesse, le iene, e gli avvoltoi, che concludono il lavoro nutrendosi di ciò che resta ormai in stato di decomposizione.

Ebbene sì, l’amara verità è che i leoni sono predatori nella forma ma non nella sostanza: principalmente si riposano, si muovono quando fa meno caldo e permettono alla vita di proseguire. Il leone può arrivare a uccidere anche gli altri giovani leoni maschi che si devono allontanare perché ci può essere un solo leader nel branco. Capisco quindi bene come mai l’appellativo di ‘Re della savana’. Rinascere leone non sarebbe affatto male…

Ancora un po’ più in là, ad avvalorare i ruoli di questi felini, vediamo da dietro una leonessa col muso insanguinato accanto alla sua preda. Beh… che dire, dietro a ogni uomo c’è sempre una grande donna!


Seguimi per continuare il viaggio insieme alla scoperta del

Sudafrica!

 
 
 

Commenti


bottom of page
Aggiorna le preferenze sui cookie