IL MIO RAPPORTO CON LA NATURA
- Chiara Pasi
- 16 mag 2023
- Tempo di lettura: 5 min
Come si inserisce la natura nella mia vita, rispetto alla mia identità attuale e al percorso con cui si è costruita dall'infanzia?
La mia relazione con la natura, spaziando a livello geografico e temporale con flash dall'infanzia all'adultità e in alcune aree del mondo.
La natura rappresenta una delle mie grandi passioni, perché contribuisce al mio benessere fisico e mentale. Si collega ad alcuni dei miei Valori, che sono la Salute, la Conoscenza, la Crescita personale, la Pace e l'Armonia. La Natura mi permette di meditare ed ho provato curiosità e sorpresa quando ho letto l'etimologia di questa parola, che insieme al termine ‘medicina’, risulta essere ‘misurare’, ovvero l’arte di ripristinare ‘la giusta misura interna’, quando ne risulta alterata. Credo quindi molto nell’equilibrio e nel fatto che l’organismo si possa autoregolare secondo le leggi della natura.
Sono nata e cresciuta in un paese ‘di campagna’, in provincia di Monza Brianza, e fin da quando ero piccola provavo un senso di pace e di rilassamento nell’immersione in ambienti verdi.
I principali giochi erano in compagnia delle mie due cugine e di mia sorella e si svolgevano principalmente nel cortile di mia nonna, che accudiva noi quattro bambine, ognuna animata dalla sua personalità, tutte desiderose di giocare insieme e divertirci con ciò che avevamo a disposizione. Spesso ci dilettavamo a realizzare dei pranzetti ‘memorabili’ a base di terra, foglie degli alberi, fiori e ciottoli.
I nonni materni con cui sono cresciuta, erano persone che provenivano ‘dalla terra’, che la coltivavano, che si alzavano all’alba per andare a lavorarla e che hanno sempre amato avere un giardino, curare l'orto e donarci con gioia tutto ciò che di prezioso la terra sapeva offrirci. Ricordo con piacere i pomodori che la nonna ci portava a iosa e che gustavo quasi a farne indigestione, i fichi del grande albero in giardino, le uova, l'insalata…
Ricordo che i nonni avevano anche alcune galline e quando mi chiedevano di andare a raccogliere le uova entravo in punta di piedi nel pollaio con le galline e il gallo, e piano piano, un po’ timorosa, mi avvicinavo alle grandi ceste dove speravo di trovare quel piccolo 'tesoro' che poi mi gustavo in varie forme.
I nonni avevano anche diversi conigli che io adoravo, mi piaceva tantissimo entrare nel loro rifugio e desideravo tanto accarezzarli… solo che temendo che mi avrebbero morso, mi accontentavo di rimanere lì in piedi, contemplandoli per svariate mezz’ore.
Ho anche sempre amato i cani e i gatti, passavo la maggior parte del mio tempo ad accarezzare gli animali che nel corso degli anni si sono succeduti a casa mia (adiacente a quella dei nonni), indotta dalla tenerezza che mi suscitavano con i loro sguardi, la loro umanità, le feste che mi facevano. Era quel sentimento disinteressato che per me ha sempre rappresentato qualcosa di terapeutico anche quando ero abbattuta. Rievocare questi ricordi mi desta una grande nostalgia e ricrea quell'atmosfera ‘romantica’ che caratterizzava un po’ il mio mondo di piccina, fatto di piccole cose ordinarie per me piene di bellezza.
Mi rendo conto che per alcuni anni mi sono un po' allontanata da questo mondo naturale e se ripenso alle vicende della mia vita, forse sono anche stati i momenti nei quali ho provato più disequilibrio, senso di perdita e smarrimento.
Al contempo, credo che ciascuno di noi sia unico ed irrepetibile e abbia una missione unica, irripetibile e distintiva da compiere, alla quale spesso può accadere che non aderiamo pienamente perché adattati ad una visione sociale delle cose e ad un sistema che ci impone l'assimilazione di modelli che ci snaturano dalla nostra missione.
Penso che quando un individuo ha desiderio di raccontare la storia della propria anima in modo libero, si riavvicina automaticamente alla natura, o almeno questo è ciò che è capitato a me negli ultimi anni. Cercando di trovare la strada ‘buona per me’, ho ripreso a viaggiare ed ho capito che il binomio Natura e Cultura era per me imprescindibile per poter assaporare pienamente la soddisfazione del viaggio. È per questo che negli ultimi anni ho avuto modo di: intraprendere camminate in montagna, che non avevo mai fatto in tutta la mia vita, scegliere nei miei viaggi mete che contemplassero oasi naturali e paesaggi incontaminati, possibilmente con la minore presenza possibile dell'uomo. Mi vengono in mente, solo per citare qualche esempio, i Cenotes in Messico, le montagne colorate in Perù, il deserto del Wadi Rum in Giordania o quello della Namibia. Amavo talmente tanto l'immersione in questi posti che mi veniva spontaneo esprimere i miei vissuti sulla carta e da lì ho anche scritto qualche racconto di viaggio che talvolta rileggo e che ogni volta mi suscita le stesse sensazioni che provavo quando ero a contatto con quella natura. Soprattutto la montagna e il deserto mi hanno regalato un senso di ‘nulla e di tutto’ unici. Contemplare dalla vetta di una montagna tutto ciò che la circonda, come speroni di roccia sfumati da varie tonalità del verde che si stagliano su un cielo azzurro pastello, Alpaca al pascolo sulle montagne come pallini di lana bianchi appesi su una parete di muschio…sdraiarmi nel bacino di sabbia con la distesa infinita del mare di dune ondulate di un deserto color albicocca e rossa che cambiano e si modulano a seconda dei venti, interrotte solo da piccole oasi e contemplare il cielo… dormire circondata dall’oscurità, immensità e silenzio, sotto un lenzuolo nero punteggiato di stelle che mi hanno fatto sentire come all’interno di un osservatorio astronomico… alcuni di questi ricordi si susseguono come in un flash di alcune esperienze di viaggio a contatto con la natura e mi rendono Viva.
Questi aspetti mi ricordano che sono veramente una piccola creatura di fronte alla maestosità della natura, sempre immutabile a sé, e mi permettono di richiamare alla mente umiltà e gratitudine. Quando il mio corpo e le mie parti vitali sono con me, la natura è con me. Nella natura sto bene perché mi sento nell'armonia universale.
Le emozioni che provo di fronte alla natura sono: riconoscenza, affetto, stupore, meraviglia, curiosità, senso di connessione con il tutto, armonia, serenità, pace, centratura.
Le sensazioni del corpo sono il battito ed il respiro regolare, i polmoni in estensione, il busto eretto, lo sguardo aperto e disteso. Inoltre, avverto una sensazione di calore sopra l’ombelico in tutta la zona addominale e dei guizzi delicati. Natura per me è l’unione del materiale e del divino, una sorta di esemplificazione vivente delle leggi supreme che regolano il mondo.
Trovo che lo sradicamento dalla natura ed il fatto che oggi le cose valgano solo in funzione del denaro che producono, non porti a vederle come valore d’uso ma valore di scambio. Nella nostra civiltà che per certi versi vacilla, trovo che ci sia in realtà anche una grande occasione, un’opportunità: quella di ritrovare il proprio Sé, essere finalmente ciò che si è. Si può fare questo ricontattando la natura unica e irripetibile che fa emergere il ‘mago’ che c'è dentro ognuno di noi.
Sono convinta che io in primis posso mettere in atto questo mio proposito, rinforzando sempre di più il contatto con la natura, perché Lei sa, ha un'intelligenza e delle leggi universali che dicono tutto ciò che serve e che bisogna sapere. Sono convinta che se mi riaffido a lei potrò solo fare cose buone per me e realizzare la mia felicità (come chiamavano i greci l’‘eudaimonia’).
Concludo con questi versi tratti da una poesia di Franco Arminio, che apprezzo molto per la schiettezza della vertità che trasmette:
Non so quando è accaduto il massacro di ciò che è lieve, lento, sacro, inerme. Concedetevi una vacanza intorno a un filo d’erba, dove non c’è il troppo di ogni cosa, dove il poco ancora ti festeggia con il pane e la luce, con la muta lussuria di una rosa.
HAIKU
Foglie di luce
Rallentano il tempo
Dolce sentire





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